Domande frequenti

Si lavora alla ricerca di un obiettivo specifico, un micro obiettivo iniziale, che, porterà il cliente, nel corso delle sessioni, a raggiungere, il macro obiettivo desiderato. Il mio compito è quello di stimolare, con domande aperte specifiche (metodo mutuato dalla maieutica socratica), il cliente, a trovare, da sé, le soluzioni.
Utilizzo nel mio lavoro vari strumenti, in base al cliente.
a) Coaching: tecnica base, e fondamentale, per il lavoro di un Mental Coach, fondata su domande aperte, ascolto attivo, senza giudicare, anticipare, interpretare.
b) Tecniche di meditazione e visualizzazione: aspetti molto importanti per fissare alcuni aspetti, lavorare sul qui e ora, su obiettivi specifici (ricarica di energia, contro lo stress, per il raggiungimento dei risultati; accettare le proprie vulnerabilità – fragilità e farle proprie alleate).
c) Principi legati alla Mindfulness: per permettere, al cliente, di focalizzarsi sul qui ed ora, e sfumare il rimuginio mentale.
d) Respirazione diaframmatica circolare: insegnare ai clienti a riprendere a respirare in modo corretto e, lavorare autonomamente, e al bisogno, rispetto ad ansia, e gestione di emozioni impattanti, sulla quotidianità o, la performance sportiva.
Il focus è, totalmente incentrato, sulla performance, in quanto, è l’unico aspetto, realmente, sotto il controllo del cliente. Lavorando sulla performance ci si avvicina al raggiungimento dell’obiettivo desiderato. Il percorso di coaching è personalizzato in quanto ogni persona è unica e irripetibile (fondamenti del coaching umanistico).

Per spiegare chi è, e, quali compiti assolve, il Mental Coach. E, in cosa consiste, il Coaching. Per
poter decidere se, il percorso ricercato è quello corretto, bisogna possedere, tutte le informazioni
che, possano chiarire le idee.

Con la prima sessione inizia il lavoro, vero e proprio, partendo dalla definizione del problema del cliente. Aspetto questo, fondamentale, per la creazione di un percorso che, aiuti il cliente, a diradare le nubi che lo attanagliano, e la scomodità che, lo caratterizza.

Il percorso, è strutturato in 10 sessioni, con cadenza ogni 14 giorni.
Terminate le 10 sessioni previste, ci sono 3 sessioni aggiuntive, maggiormente diradate nel tempo (ogni 3 settimane, un mese) denominate, sessioni di verifica e mantenimento. Qui, al cliente, lascio degli esercizi di routine, da svolgere. Scopo, di tali sessioni aggiuntive, è quello di consolidare il lavoro svolto insieme, fino a quel momento, e, stare ancora vicino al cliente, per comprendere se ha consolidato, per bene, il percorso svolto. E’ una “coccola” dedicata al cliente, per non lasciarlo, immediatamente solo, terminato il percorso. Aspetto che, potrebbe destabilizzarlo un po’.

Il Mental Coach è un promotore del benessere, si mette al servizio di una persona, accompagnandola con la formula d’incontro “one to one”.

  • Guida.
  • Accompagna.
  • Facilita.
  • Lavora, in concreto, sul presente.
  • Focalizzando l’attenzione, sull’obiettivo, scelto dal cliente.
  • E’ un professionista che, aiuta il cliente, a spostarsi da una condizione di scomodità, a quella desiderata.
  • Con l’utilizzo delle domande, porta i clienti a vedere le cose da un punto di vista diverso, grazie a dellelenti nuove”, forgiate da loro, su misura.