
Con i clienti, utilizzo lo strumento del coaching.
Si lavora alla ricerca di un obiettivo specifico, un micro obiettivo iniziale, che, porterà il cliente, nel corso delle sessioni, a raggiungere, il macro obiettivo desiderato.
Il mio compito è quello di stimolare, con domande aperte specifiche (metodo mutuato dalla maieutica socratica), il cliente, a trovare, da sé, le soluzioni.
Durante le sessioni il mio compito è quello di supportare il cliente.
Domande specifiche, e, ascolto attivo, sono gli strumenti di punta del mio approccio, utilizzando un setting che permetta, alla persona, di lavorare, senza alcun tipo di barriera fisica, tra me e il cliente.
Nessun cliente che si rivolge a me è “scassato”. Il mio compito è renderlo consapevole di possedere tutti gli strumenti, per raggiungere l’obiettivo desiderato, ed imparare così, ad essere strutturato, anche per il futuro, ad affrontare le sfide che gli si porranno, autonomamente, perché, dotato di tutti gli strumenti necessari.
Il focus è, totalmente incentrato, sulla performance, in quanto, è l’unico aspetto, realmente, sotto il controllo del cliente. Lavorando sulla performance ci si avvicina al raggiungimento dell’obiettivo desiderato.

- Il mio è un approccio legato al coaching umanistico, quindi, con percorsi personalizzati, legati al fatto che, ogni persona è unica e irripetibile.
- Finite le sessioni pattuite, ad inizio percorso, con il cliente, ci si vede ancora, per almeno tre sessioni, denominate di verifica e mantenimento. Tali sessioni hanno una tempistica differente dalle sessioni normali, maggiormente dilatate nel tempo, dove, al cliente, lascio degli esercizi di routine, da svolgere. Scopo, e compito, di tali sessioni aggiuntive, è quello di consolidare il lavoro svolto insieme, fino a quel momento, e, stare ancora vicino al cliente, per comprendere se ha consolidato, per bene, il percorso svolto. E’ una “coccola” dedicata al cliente, per non lasciarlo, immediatamente solo, terminato il percorso. Aspetto che, potrebbe destabilizzarlo un po’.
- Se il cliente non svolge i “compiti a casa” non sono un docente, e fustigatore, rispetto a tale “mancanza”, in quanto è, nel suo interesse, lavorare su sé stesso. Il cliente guida il percorso, io lo affianco, con professionalità, empatia, non giudizio e, ascolto attivo.
- Oltre agli strumenti del coaching affianco esercizi legati alla Mindfulness, volti ad approfondire, con approccio differente, aspetti che, emergono, durante il percorso. Mi piace integrare vari approcci, durante le sessioni, per renderle le più complete e varie, possibili.
- Scopo del Mental Coach, attraverso le sessioni, è quello di aiutare il cliente, a prendere consapevolezza delle proprie capacità e competenze, oltre che renderlo autonomo, finito il lavoro insieme, rispetto al presentarsi, di nuove problematiche, da affrontare.